LUX

 

 

 

Viviamo in “tempi interessanti” che – come sostiene il filosofo S. Zizek – “sono stati storicamente periodi di

 

irrequietezza, guerra e lotte per il potere. Oggi ci stiamo chiaramente avvicinando ad una nuova epoca di

 

tempi interessanti”

 

 

 

E’ nella complessa contemporaneità in cui viviamo che prende forma l’esigenza - l’urgenza quasi - di trovare

 

una strada, illuminare percorsi di speranza, trovare un orientamento nella nebbia del quotidiano, per non

 

soccombere e perdersi.

 

 

 

La realizzazione delle lampade presenti nell’esposizione LUX è per il suo autore - il fotografo Stefano Di

 

Tommaso - il tentativo metaforico di giocare con la luce affermandone il valore costruttivo ed orientante,

 

soprattutto se emanata da supporti non meramente funzionali, ma ad alto valore estetico ed etico.

 

 

 

LUX evidenzia la qualità di uno sguardo allenato a cogliere sfumature e possibilità inedite in oggetti di uso

 

comune, pensati per funzioni che nulla hanno a che fare con la luce e l’arredamento. Trasformare oggetti del

 

quotidiano in altro, sapere vedere al di là dell’immediato e del superficiale, assemblare materiali e cose

 

diverse tra loro per forma e funzione, ri-animare qualcosa di inerte, di usato, di dato per finito, sembra

 

essere la scommessa al contempo artistica ed ecologica del fotografo allenato a riconoscere e creare

 

atmosfere ed emozioni, a tracciare e comporre linee, luci e ombre, forme e profondità.

 

 

 

Fare luce ispirandosi alla filosofia dell’Upcycle, dove oggetti di scarto prendono nuovo slancio e vengono

 

rivitalizzati per rendere più caldi e belli gli ambienti del vivere e dell’abitare; rigenerare gli oggetti per

 

produrne altri, dove la dimensione estetica e quella funzionale si possono compenetrare armoniosamente,

 

grazie ad una sapiente e creativa manipolazione di materiali valorizzati in tutto il loro potenziale.

 

 

 

Le lampade Lux sono pezzi unici che hanno preso forma nelle mani e nel garage

 

dell’abitazione di Stefano Di Tommaso quasi oltre una progettazione specifica, oltre un’intenzionalità

 

consapevole. Si tratta di manufatti che tengono assieme più necessità: realizzare qualcosa di bello ed utile

 

da tenere in casa, invertire almeno parzialmente la rotta dello spreco e dei rifiuti, giocare con le cose e le

 

loro infinite combinazioni (di forma, colore, materiale, funzione,..), rendere luminoso un presente critico e

 

difficile.

 

 

 

La loro realizzazione è quasi la testimonianza di una  visione del mondo e nel mondo delle cose

 

che dona  speranza e fiducia, perché le accarezza con amore e fantasia liberandole dai confini stretti di una

 

funzionalità scontata e a termine, per fare – quasi metaforicamente – dello scarto un nuovo ed inedito

 

valore.